Brescello e nostalgia nel mondo di don Camillo e Peppone

Brescello è un piccolo paese della bassa reggiana, immerso nella nebbia e circondato da campi coltivati dalla forma squadrata e ripetitiva, posto a ridosso dell’argine del fiume Po. Raccolto, minuscolo e di per sé totalmente anonimo, deve la sua fama alle vicende di don Camillo e di Peppone, raccontate da Giovanni Guareschi.

Le vicende dei due personaggi uscite dalla penna di questo scrittore e catapultati nel mondo del cinema in bianco e nero sotto le sembianze di Fernandel e Gino Cervi, mi sono care perchè mi rimandano all’infanzia. Ricordo le serate passate in famiglia davanti alla tv, in religioso silenzio, fino all’esplodere delle risate sincere e genuine di mio papà e del nonno, che non smetteva mai di raccomandarmi di leggere, una volta grande, i libri di don Camillo e Peppone, ordinati in fila nella libreria del tinello. Piccoli volumi dalle copertine colorate che ho davvero letto e riletto più volte, seguendo il consiglio del nonno e la mia naturale predisposizione verso i libri stampati.

Grazie a tutto ciò, mi sono quindi recata volentieri e Brescello, guidando una delle uscite  di gruppo organizzata dalla mia agenzia di viaggi, perchè la curiosità era davvero tanta.

Il paesino è un piccolo gioiello formato da case colorate e strette intorno alla piazza della chiesa parrocchiale, set di numerose scene cinematografiche, dove svetta la facciata del Municipio del sindaco Peppone e le statue di bronzo dei due protagonisti (quella di Peppone proprio davanti al municipio saluta con un’alzata di cappello il suo rivale, che dalla parte della chiesa risponde con un gesto della mano). All’interno della parrocchia, in una piccola cappella sulla sinistra, si trova il Crocefisso con cui don Camillo soleva chiacchierare nei momenti di dubbio e difficoltà.

Tutti i bar e i locali del paese hanno nomi che rimandano alle storie di Guareschi, sono accoglienti e gestiti da personale sorridente e preparato: un bicchiere di Lambrusco accompagnato da una fetta di pane e mortadella, consumati fra pareti tappezzate di fotografie e ricordi su don Camillo e Peppone sono davvero una bella esperienza.

Ma la parte del leone la fa il Museo, ospitato in quello che nei film era la Casa del Popolo. È piccolo ma molto interessante, in pratica una sola grande stanza che raccoglie cimeli originali dei film, come la bicicletta di don Camillo, la motocicletta Guzzi con sidecar o l’apparecchio radio di Peppone. Ci sono poi fotografie dal set, poster, testimonianze, raccolte e catalogate con cura, fino al banco che vende souvenir, dove i prodotti locali vengono ribattezzati in onore alle star locali (il nocino di don Camillo , la grappa di Peppone, i biscottini chiamati “le risse”).

Interessante anche il vicino museo Brescello e Guareschi, il territorio e il cinema (entrambi i musei sono visitabili con lo stesso biglietto): poche stanze che raccontano la civiltà contadina del paese,il rapporto tra il cinema, Brescello e i suoi abitanti: persone semplici che negli anni Cinquanta si trovarono improvvisamente proiettati su di un set cinematografico internazionale e furono capaci di costruirsi un’identità ben radicata, trasformando il loro paese in una destinazione turistica che funziona ancora sessanta anni dopo l’uscita dei film.

Laura Clerici

Comune credulone, Sindaco in confusione!

Il Comune ha fatto una raccolta di documenti fasulli e li ha proposti come autentici ai cittadini, tramite Municipium. Ma si può fare un simile rebelot?
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Il pollice verso.

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Questo il primo pollice verso, il primo “Giù” riportato nel giornalino del Comitato Civico che abbiamo ricevuto e letto nei giorni scorsi.

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Sono stati spesi più di 90.000 euro per “mettere in sicurezza” il tratto di via Indipendenza che va
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Festeggiamo di più, ma con le Lanterne che non inquinano

Il nostro Comune e il “Comitato Civico” hanno riproposto anche quest’anno il lancio delle Lanterne Cinesi.
Le occasioni sociali e festaiole sono sempre benvenute,
ma si può festeggiare anche senza inquinare, anzi, ci si diverte di più e si educano i bambini.
E’ quello che proponiamo.

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