BatarÖ o Batareu piatto della tradizione contadina, come e dove assaggiarlo #atorredisolaideeperte

Piatto della tradizione contadina della Valtidone. Si pronuncia “batareu” alla francese, una specie di “Ö” gutturale tipica dei nostri dialetti. Si può degustare il 14 agosto in Oltrepò a Golferenzo, oppure sempre in alcune pizzerie trattorie della Valtidone o si può fare in casa.

Se volete trovarlo pronto, al centro sportivo di Golferenzo (oltrepò, Valle Versa) lunedì 14 dalle 20 una serata a base di Batarö, salumi tipici e buona musica. Non mancheranno i buoni vini, dato che l’organizzazione è di SAXBERE.

Per capire cos’è il batareu nella tradizione, ci viene incontro “Piacenzantica.it”:
“In giro per le valli del piacentino, in particolare nella valle del Tidone, ci si imbatte in preparazioni che ci fanno ricordare la nostra infanzia. Succede che si possono trovare realtà che ci ricordano le merende che la zia Lina ci preparava una volta.. una merenda che veniva offerta ai più piccoli sia in versione dolce che in versione salata. Si tratta del “batarò”, non è altro che un pane battuto, poco alto per consentirne una veloce cottura che avveniva sulla piastra dei forni a legna o, in alternativa, sulla vecchia economica stufa di casa. Questo è un prodotto povero fatto con ingredienti molto semplici. La variante dolce prevede anche il miele, lo zucchero o la nutella.”

Volete provarlo fatto in casa? Ecco la ricetta di “Piacenzantica.it”

Preparazione.
Si impastano per alcuni minuti tutti gli ingredienti, dopo aver unto con un po’ di olio la pasta la si copre con un panno e si lascia riposare per circa una mezz’ora. Dopo si procede a staccare dei pezzetti di pasta e si cerca di dare una forma schiacciata e tondeggiante, badando di non farla ne troppo spessa e ne troppo alta, per ultimo si spennella con un poco di olio e si mettono a cuocere su di una stufa o nel forno a legna,
(in alternativa si può cuocere anche in padella). A cottura ultimata si gonfiano e si presentano con una crosticina, vanno salati e serviti ben caldi ed accompagnati da salumi e formaggi locali. Si aprono a metà e si farciscono con pancetta e gorgonzola, ma altrettanto gradevoli con cotto oppure con mozzarella e cotto o mozzarella e pomodoro o verdure grigliate. Si ripassano nel forno e si fanno diventare dorati e croccanti, comunque finchè il formaggio e’ ben sciolto.
La variante dolce prevede anche il miele, zucchero o la nutella; dopo aver fatto le palline di pasta, le si schiaccia con le nocche per creare dei piccoli avvallamenti dove, a cottura ultimata, si dà una spennellata di olio e miele o zucchero. I più golosi li possono farcire anche con la nutella
Ingredienti.
700gr. farina, 100gr. farina di granoturco, olio, sale, 1 cubetto di lievito di birra, mezzo litro d’acqua. Per la variante dolce; miele, zucchero o nutella.

Se preferite provarl0 in pizzeria / trattoria, alcuni locali della Valtidone la propongono. Da Borgonovo a Pianello.