Quando il “decoro urbano” dipende dal Comune, e il Comune dice: ma che è il decoro? Purtroppo è Torre d’Isola!

Il Comune al 4° posto per reddito pro capite si presenta così, come nella foto sopra, per sembrare povero e per non pagare le tasse!
Non c’è nessun’altra giustificazione, un poco razionale, per la quale il nostro Comune non sostituisce questo cartello e non lo ripulisce da erbacce secolari.
O dobbiamo pensare che questa Amministrazione non sa nemmeno cos’è il “decoro urbano”? Forse è proprio così!

Decoro urbano vuole dire abbellire e mantenere bello l’ambiente nel quale si vive, è mettere in vetrina la civiltà e la cultura di chi ci vive, è accogliere con rispetto e con orgoglio noi stessi e i visitatori. Il decoro urbano deve essere curato ovviamente da chi abita il territorio, e spesso sono atti di vandalismo e comportamenti poco civili dei cittadini a deturparlo. Noi ci distinguiamo perché è proprio l’ente pubblico, il responsabile del degrado, con la sua indifferenza e con il suo non “fare nulla”.
Il “decoro urbano” comincia da come si accoglie chi entra in casa nostra, nel nostro territorio comunale. Mettiamo a confronto tre diversi stili di accoglienza, un paese del Marocco, un’altro Comune della provincia di Pavia e Torre d’Isola.
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1) – Tiznit è una provincia povera del Sud del Marocco. Il cartello di “benvenuto” ci racconta l’orgoglio con il quale gli abitanti accolgono i visitatori. Cartello in tre lingue, bello pulito, grande stemma della città. Questo cartello non è sull’autostrada, non c’è autostrada per Tiznit, è su una stradina a malapena asfaltata, a tratti ricoperta di sabbia.
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2) – Vediamo un altro esempio, vicino a noi, il Comune di Santa Maria della Versa, popolazione analoga a quella di Torre d’Isola. Nella classifica del reddito è al 5.160° posto, con un reddito di 15.205€, fonte “Il Sole 24 ore”, 2014. Cartello pulito, bene in vista, comune d’Europa, Città del vino (notiamo anche che qui i pali sono verticali, non tendono a sdraiarsi come i nostri).
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3) – Ed ecco da ultimo il cartello che annuncia: state entrando nel Comune di Torre d’Isola, il comune al 4° posto per reddito pro capite (33.978 €), comune del Parco del Ticino. Cartello posto in mezzo ad arbusti non potati e a rampicanti che non dovrebbero esserci, scolorito, sporco. Sembra dire: scusate, voi che entrate, presto uscirete dal nostro Comune, il disagio dura poco, non fermatevi in mezzo a questa sporcizia. Non è su una stradina secondaria, è all’ingresso del nostro comune, a Massaua. Accoglie chi arriva da Pavia!
Ed ecco sotto come viene segnalata Massaua a chi arriva dal Raccordo autostradale. Massaua è una frazione importante, con oltre 300 abitanti, intervento urbanistico di rilievo e non certo eseguito in economia.
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Chi invece esce dal Capoluogo viene salutato dal cartello sotto. Sembra dire: voi che uscite, avete per caso avanzato spiccioli? Ce li potreste lasciare?
Grazie. Avete almeno acqua e detersivo per pulire questo vergognoso cartello?
Noi, da soli, non possiamo farcela.torre-disola-cartello-stradale
Se poi un ospite cerca una via, si può trovare una indicazione così:
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Cari concittadini, non dobbiamo abituarci alla vista di un ambiente degradato e poi finire per considerarlo “normale”. Possiamo fare molto meglio, ci vuole poco, basta non distrarsi troppo con le risottate, con le lanterne cinesi e non perdersi in mezzo alle bancarelle. Anche quelle ce le possiamo e ce le dobbiamo permettere, assieme al “decoro urbano”.