Il Profumo del Sud #atorredisolaideeaperte

 

Ancora una volta devo farmi perdonare per l’assenza…
Ma la vita, si sa, a volte è un turbine che ti trascina via in mille giri di volta e turbolenze e si rimane lì, attoniti, a chiedersi dove sia finito il “tempo” a guardare indietro i bei momenti delle vacanze, spensierati e dal profumo leggero.

Un profumo che inebria e travolge emotivamente, proprio come quello del bel romanzo di Linda Bertasi, “Il profumo del Sud”.
Anche in questo caso “gioco in casa”: ho conosciuto Linda qualche anno fa, in occasione delle nostre pubblicazioni con la stessa casa editrice, e ci siamo trovate in sintonia di idee e di aspirazioni; e la sua allegria illimitata – condita da una notevole conoscenza in fatto di pubblicazioni, impaginazioni, e via dicendo – mi ha conquistata. Purtroppo non abitiamo nella stessa zona, ma l’occasione per fare due chiacchiere, anche via watsapp, non manca mai.
Linda ha all’attivo cinque romanzi, collabora con web-magazine della sua zona e gestisce impeccabilmente un blog dedicato agli autori esordienti.

“Il profumo del Sud” è un romanzo travolgente ed appassionante. La Storia, quella che si studia sui libri di scuola, qui non è solo uno sfondo della vicenda, ma una protagonista attiva che trascina Anita nel suo viaggio verso il Nuovo Mondo, dove resterà incantata dal colore e dal profumo delle colline nel Sud e lì si fermerà, in totale balia di un amore tormentato, sulla scia della Guerra di Secessione.
Con una grande cura nel descrivere i dettagli, dalle piantagioni di cotone agli splendidi interni delle case abitate, Linda riesce a catturare totalmente l’attenzione del lettore e a trascinarlo indietro nel tempo: Anita, Margherita, Justin sono figure vivide e realistiche perfettamente integrate ai modi di vivere dell’epoca, tanto da immaginarli… come dentro ad un quadro.

“Anita seguiva Sam tra i campi di Gossypium Barbadense, attirando le occhiate delle schiave al lavoro. L’uomo le mostrò le capsule delle colture, capaci di contenere fino a otto semi con fibre lunghe oltre i tre centimetri. Queste erano raccolte a mano, singolarmente, separando le capsule mature dal fogliame e altre materie di scarto; un lavoro lungo, noioso, che poteva durare dai due ai tre mesi, secondo la mole di schiavi impiegata…”

E poi ci sono i pensieri dei personaggi, così densi e toccanti, da farceli sentire condivisi, nostri, preziosi.

“Giù, oltre il soggiorno ormai deserto, Emily si attardava nelle cucine. Sedeva al tavolo sgombro, concentrata, ogni pensiero proiettato sui fondi di caffè innanzi. Spalancò la finestra, lasciandosi alle spalle le oscure divinazioni: molteplici tentativi dal medesimo responso.
Fuori, l’agrifoglio decorava l’ingresso di Whitehill per il terzo Natale insieme. Il silenzio la assordava con il suo gorgheggio di pace, un canto e una notte che si disponevano all’inevitabile conclusione. L’aurora sgomitava per farsi strada sotto la cortina buia, ancora qualche tramonto e l’alba del nuovo anno si sarebbe levata. Un 1861 imprevedibile, la quiete che lasciava spazio al rumore, gli animi incendiati dal frastuono e il miraggio della pace che si scioglieva nel deserto del Sud. “

Linee continue e comuni a tutta la storia sono il profumo… quello del vento e dei campi di cotone, di essenza di fragola e di gelsomino… e la passione, bruciante e irresistibile:

“E lì, davanti a lei, una Whitehill bianca come il latte, nivei campi immacolati e un uomo e una donna che si abbandonavano alla passione. Il profumo di muschio e gelsomino che si disperdeva nel vento.”

Ciao, Linda!

Laura Clerici