Interrogazione al sindaco sul progetto di illuminazione con luce LED nelle scuole Elementare e Materna

Scuole e asilo di Torre d'Isola con led di illuminazione

Per completa trasparenza e soprattutto perché ci sta a cuore la salute visiva dei nostri bambini, pubblichiamo l’interrogazione fatta dal Capogruppo di Minoranza Cavalloni sul progetto LED nelle scuole e asilo seguita, in forma integrale, dalla risposta del Sindaco e infine dalla nostra controrisposta.

TESTO DELL’INTERROGAZIONE DEL CAPOGRUPPO DI MINORANZA

Interrogazione al sindaco sul progetto di illuminazione con luce LED nelle scuole Elementare e Materna

Sull’account  Facebook del consigliere Sirianni è apparso il 18 giugno scorso, a nome “Giulio Sirianni con Roberto Casimiro Veronesi” una comunicazione su un progetto “LED – Relamping edifici pubblici

Apprendiamo da questa comunicazione (peraltro veicolata ai cittadini attraverso un inconsueto canale personale invece di un più consono se non doveroso canale istituzionale) che il 19 giugno inizieranno i lavori per ”la sostituzione totale dei corpi illuminanti della scuola elementare e della scuola materna”.

Dato che il mondo medico e scientifico pone perplessità per potenziali danni alla salute dell’uomo esposto all’illuminazione prodotta con questa tecnologia, chiediamo urgenti chiarimenti sulla scelta e sui prodotti impiegati:

  1. Chiediamo di poter avere copia del progetto.
  2. Quali fonti luminose a LED vengono impiegate, in particolare la Misura del Colore in gradi Kelvin e la certificazione del Gruppo di Rischio (GR).
  3. Su quali parametri è stato scelto l’impiego della tecnologia LED.
    Inoltre la comunicazione del consigliere Sirianni lascia diverse perplessità sull’operazione economica che ci impegna per i prossimi 5 anni con il fornitore. Chiediamo pertanto di poter avere:
  1. Copia del contratto stipulato con il fornitore.
  2. Il consumo di energia attuale e quello stimato con il nuovo impianto nelle sedi scolastiche.
  3. Il canone annuo per i prossimi 5 anni, per le sedi scolastiche.
  4. Il costo dell’intervento e la stima del ritorno sull’investimento, per le sedi scolastiche.

Distinti saluti
Benito Cavalloni

LA RISPOSTA DEL SINDACO


CONTRORISPOSTA DEL CAPOGRUPPO DI MINORANZA

Torre d’Isola, 25 luglio 2017

Egregio sig. Sindaco,
Comune di Torre d’Isola

Oggetto: riscontro alla vostra del 24 luglio 2017, N° prot. 3755.

Sig. Sindaco,
la ringrazio per le risposte fornite alla nostra con oggetto “interrogazione al sindaco sul progetto di illuminazione con luce LED nelle scuole Elementare e Materna”.
Dobbiamo però purtroppo rilevare che i riscontri alle nostre domande, oltre che lacunosi e imprecisi, non colgono il senso della nostra preoccupazione.

1 – Alla nostra richiesta di poter avere copia del progetto, che dovrebbe essere pubblico, veniamo burocraticamente rimandati ad una ulteriore domanda di accesso agli atti. Ci comunica inoltre che gli impianti rispettano la norma UNI EN 12464-1. Rileviamo che la citata norma relativa alla “illuminazione dei luoghi di lavoro”, sulla cui applicazione non avevamo dubbi, non è specifica sulle fonti di illuminazione a LED e tantomeno previene i rischi della luce blu. Grazie per questa informazione aggiuntiva, un dettaglio rispetto a poter visionare il progetto come da nostra richiesta. Siamo a richiedere di poter avere il progetto.

2 – Il riscontro sulle caratteristiche delle fonti luminose a LED ci fornisce invece elementi fondamentali di osservazione e ulteriori richieste di chiarimento. Ci viene comunicato che:

  • Si tratta di pannelli LED con Classe di Rischio Esente (EN 62471) rispetto ai rischi fotobiologici. Il fornitore vi avrà ovviamente rilasciato una certificazione scritta.

Noi, per una verifica diretta, avevamo chiesto anche “quali fonti luminose LED”, quindi produttore e modello, domanda alla quale non abbiamo avuto riscontro. Siamo a richiedere il produttore e il modello.

  • Apprendiamo che il Colore della luce è di 4.000 K, quindi con una componente BLU significativa. Ci saremmo aspettati almeno una scelta di 2.700 – 3.000 K (componente BLU ridotta), sarebbe stata almeno più cautelativa ma in ogni caso non condivisibile. La vostra scelta di 4.000 K ci mette ancora di più in allarme.

In riferimento ai due punti sopra, la nostra attenzione e preoccupazione è sugli effetti dannosi della Componente BLU della luce LED, che nessuna normativa ha ancora recepito. Ci sono però precise indicazioni e raccomandazioni a proposito, che vorremmo fossero rispettate trattandosi di rischi per i nostri bambini. Una delle fonti più autorevoli e di maggior riferimento a questo proposito, restando in ambito europeo (le norme UNI prima citate sono europee) è l’ANSES (Agence Nationale de Securitè Sanitaire de l’Alimentation de l’Environnement et du Travail) che ha redatto un documento ripreso a livello mondiale “Effects sanitaires des systemes d’eclarage utilisant des diodes electroluminescentes (LED)”.

L’ANSES considera tre popolazioni particolarmente a rischio per l’illuminazione LED, la prima di queste sono i bambini, a causa della trasparenza del cristallino, proprio il nostro caso. Purtroppo la Normativa attuale non protegge queste categorie. Leggiamo questo passaggio:

Trois populations plus particulièrement sensibles au risque ou particulièrement exposées à la lumière bleue ont été identifiées:

  • les enfants (en raison de la transparence du cristallin) et les personnes aphakes (sans cristallin) ou pseudophakes (cristallin artificiel) qui ne filtrent pas (ou peu) les courtes longueurs d’ondes (notamment la lumière bleue) du fait de leur cristallin;
  • les populations sensibles à la lumière: patients atteints de certaines maladies oculaires (par exemple la DMLA) et cutanées, patients consommant des substances photo-sensibilisantes, etc. pour lesquels la lumière bleue peut être un facteur aggravant de leur pathologie ;
  • les populations particulièrement exposées aux LED (certaines populations de travailleurs: installateurs éclairagistes, métiers du spectacle, etc.) qui sont soumises à des éclairages de forte intensité, et sont donc susceptibles d’être exposées à de grandes quantités de lumière bleue.

L’ANSES continua sollecitando l’UNI a rivedere la norma EN 62471, proprio quella da voi citata a proposito della classificazione dei rischi:

“Par ailleurs, il apparaît que la norme NF EN 62 471 est insuffisamment adaptée à des éclairages utilisant des LED :

  • les valeurs limites d’exposition définies par l’Icnirp20 et utilisées pour définir les groupes de risques ne sont pas adaptées pour des expositions répétées à la lumière bleue ; elles sont en effet calculées pour des expositions d’une journée de 8 heures, et ne tiennent pas compte de la possibilité d’exposition pendant la vie entière ;
  • il existe des ambiguïtés concernant les protocoles de mesures permettant de déterminer le groupe de risque : une même LED considérée individuellement ou intégrée dans un système d’éclairage pourrait être classée dans des groupes de risques différents, la distance d’évaluation imposée par la norme pouvant être différente ;
  • elle ne prend pas en compte la sensibilité de certaines populations particulières (enfants, aphakes, pseudophakes, etc.).”

Queste considerazioni fanno proprio al nostro caso. Questo ente francese che si preoccupa di proteggere la salute dei cittadini ci sta dicendo che le normative europee, in tema di illuminazione, non tengono conto di categorie a rischio, come i bambini e non tengono conto nella classificazione dei rischi delle esposizioni prolungate alla luce BLU, che sono cumulative nel tempo per i danni alla retina, in quanto irreversibili.
Nel nostro caso esponiamo dei bambini (Cristallino che non filtra bene il BLU) alla luce BLU per un tempo molto molto lungo (diverse ore al giorno per 9 mesi all’anno, non per un’ora come l’UNI prevede per la classificazione del rischio).
Sig. Sindaco, queste sono le nostre considerazioni e su queste vogliamo un suo riscontro. Non è proprio questo il caso di trincerarsi dietro la burocrazia o dire “rispettiamo le normative”. Sig. Sindaco, le chiediamo uno sforzo in più per la sicurezza dei nostri bambini.

3 – I parametri della vostra scelta sui LED non ci convincono, non siamo d’accordo a risparmiare sulla salute dei bambini solo perché i LED sono di moda (sintesi di quello che si legge nel vostro riscontro).

4 – Richiesta di avere copia del Contratto, come al punto 1. Siamo a richiedere di poter avere il contratto.

 5 – Nostra richiesta di conoscere il consumo di energia attuale e quello stimato per le sedi scolastiche. La vostra risposta che è nel contratto, che non abbiamo, non ci lascia soddisfatti. Siamo a richiedere di poter avere i consumi. 

6 – Il canone annuo per le sedi scolastiche. Leggiamo dal vostro riscontro che si prevede di risparmiare circa 7.500 € all’anno tra consumo minore di energia e una stima di diminuzione dei costi di esercizio che come tale è poco credibile soprattutto su una proiezione di 10 anni (non c’è ancora tutta questa esperienza, il fornitore da voi scelto è nato nel 2014. Non ha ancora 3 anni di esperienza!). Leggiamo inoltre che il canone annuo dovuto al Fornitore è di circa 5.200 € all’anno (non ci dite se con o senza IVA).
Si deduce che per i prossimi 5 anni non risparmiamo nulla (sommando il costo dell’energia, della manutenzione e il canone che pagheremo al fornitore), continueremo a pagare all’incirca quello che spendiamo ora, a due fornitori diversi invece che a uno. Per i successivi 5 anni, dal 2022 in poi risparmieremo forse 7.500 € all’anno. Domanda: a fronte di queste previsioni di risparmio, peraltro non credibili perché proiettate dal 2022 in poi, ci prendiamo dei rischi sulla salute dei nostri bambini? Siamo a richiedere il consumo energetico attuale e quello stimato.

7 –
Il costo dell’intervento per le sedi scolastiche. Il vostro riscontro non è credibile. Ci dite che il costo dell’intervento è uguale alla somma dei canoni al fornitore per 5 anni, 26.000 €. Non è credibile in quanto nessun fornitore accetta un pagamento dilazionato su 5 anni senza metterci almeno gli interessi e dei costi di garanzia etc. Poi dite che “l’utile” (supponiamo che il termine “utile” sia usato in modo improprio, nessun fornitore vi viene a dire l’utile!) è di 2.955 €.

A questo punto, in questa vostra confusione possiamo fare questa ipotesi:
il costo dell’intervento è inferiore a 26.000 € (il costo vero non ce lo dite) si aggiungono interessi vari e paghiamo canoni per 5 anni per un ammontare complessivo di 26.000 €. A questi dobbiamo sommare altri 2.955 € per il primo anno. Secondo questa ipotesi pagheremo circa 3.000€ in più il primo anno, per i successivi 4 anni la cifra attuale e poi si vedrà.
Siamo a richiedere, cortesemente, il costo dell’intervento per le sedi scolastiche, senza fronzoli e interpretazioni. Una cifra con indicato se l’IVA è compresa.

In conclusione, la trasparenza e la comunicazione corretta dei costi è un preciso dovere di un amministratore pubblico. Ma quando si prendono decisioni che possono mettere a rischio la salute dei bambini è anche un aspetto di coscienza. Bisogna ascoltare tutte le fonti, considerare tutte le indicazioni senza preconcetti, porsi in modo critico nei confronti dei fornitori il cui scopo è solo quello di vendere, di fare soldi. Non bisogna trincerarsi dietro il rispetto burocratico delle normative che possono essere non adeguate. Si raccolgono tutte le informazioni e si decide secondo coscienza. Il costo, in questi casi, può essere un piccolo dettaglio.

Con l’occasione, ringraziamo per l’attenzione e raccogliamo il vostro suggerimento di pubblicare la vostra risposta. Come sempre, in totale trasparenza.

Distinti saluti,
Benito Cavalloni