La Vergine Azzurra #atorredisolaideeperte

Tracy Chevalier è una delle mie autrici preferite. Come per Stephen King, posso dire che anche le sue opere sono interamente in bella vista sulla mia libreria.
Il suo titolo più famoso è “La ragazza con l’orecchino di perla”, diventato anche un film di discreto successo. Ma oggi…


voglio proporre la lettura della sua opera prima, “La vergine azzurra”.

La vergine azzurra

Il libro ci racconta due storie parallele.
Nella prima la protagonista è Isabelle, una ragazza dai capelli rossi che vive nella Francia del 1600 e che per amore verso colui che diventerà suo marito si converte dal cattolicesimo al calvinismo, senza però abbandonare mai la devozione segreta e nascosta verso la Vergine Maria; per questo non viene mai completamente accettata dagli abitanti del villaggio, freddi e malvagi, che la considerano una strega tanto da indurre lo stesso marito a maltrattarla. Isabelle lotta incessantemente tra delitti e soprusi, arroganza e superstizione, ma anche fra la speranza e la luce di una nuova esistenza.
Nella seconda storia la protagonista è Ella, ai giorni nostri, che di trasferisce dagli Stati Uniti in Francia seguendo il marito nel suo lavoro e trovandosi catapultata presto in una realtà piccola e densa di malvagità, diventando essa stessa vittima delle chiacchiere della gente.
In realtà, Ella è perseguitata da uno strano sogno in cui le appare la veste azzurra della Vergine Maria, quell’azzurro vivido che contraddistingueva l’edicola posta sul portone della chiesetta del paese che accoglieva la statua della Madonnina che Isabelle, secoli prima, dovette distruggere per dimostrare l’appartenenza alla sua nuova fede. In Francia ricercherà la storia dei suoi avi che sembrano volerla salvare dall’abisso dei suoi incubi, che terminano sempre con la visione di una folta chioma di capelli rossi, proprio come i suoi.

“Il sole, spuntando da una muraglia di nubi, rese quell’azzurro vivido come il cielo terso della sera. Poi i raggi inondarono le chiome della fanciulla che anche dopo il tramonto conservarono lo scintillio del rame.”

Benché lontane secoli, Elle e Isabelle hanno tanto in comune e i loro destini hanno seguito vie simili.
Molto interessanti gli accenni storici alla Francia della Riforma protestante e deliziose le descrizioni della Francia e dei suoi villaggi ai nostri giorni. Il tutto, raccontato con lo stile semplice seppur raffinato e preciso che contraddistingue questa artista, che non ci risparmia qualche brivido.

“I personaggi affrescati incombevano su di me come fantasmi. Mi avvicinai alla donna dai contorni sfumati che avevo notato in precedenza e la osservai con più attenzione. Rimaneva ben poco di lei: le palpebre pesanti, il naso pronunciato, le labbra serrate, il manto e l’aureola. E tuttavia, qui tratti appena abbozzati riuscivano a a esprimere l’angoscia con efficacia.
La Vergine ovviamente – dissi sottovoce.
Com’era diversa però la sua espressione dalla Madonna di Nicolas Tournier. Chiusi gli occhi e mi sforzai di ricordare il dipinto di Tolosa, il dolore, la rassegnazione, ma anche la strana serenità di quel volto. Tornai a guardare la figura che avevo davanti e a un tratto capii: dipendeva tutto dalla bocca, che qui era lievemente incurvata verso il basso.
La Vergine era adirata”.

L’attenzione viene catturata dalla prima all’ultima pagina, con un susseguirsi di colpi di scena che mantengono vivide l’attenzione e la curiosità del lettore, che quando sarà arrivato a terminare la lettura dell’ultima pagina avrà la sensazione di avere fatto un breve ma intenso viaggio in un mondo parallelo.

Laura Clerici