A Roberto Ruju va il primo “Premio Patacca”

Isolina ha istituito il “PREMIO PATACCA”, che sarà assegnato a personaggi di Torre d’Isola che si distingueranno nei diversi rami del sapere.
Il primo riconoscimento va a Roberto Ruju, per la SATIRA POVERA.
Di seguito le motivazioni dell’assegnazione.

Il Numero 1 del 2018 di “è torre d’isola”, informazioni del Comitato Civico, oltre a feste, ricorrenze e risottate ci propone un  articolo di “contenuto”, firmato da Roberto Ruju (non Ruiu con la i, quello che commenta in modo grottesco, rocambolesco e volutamente ridicolo le partite di calcio, Ruju il nostro concittadino, presidente del Circolo PD e redattore di “è torre d’isola”: attenzione, in questo caso una I fa la differenza).
Il titolo dell’articolo è “Consiglio Comunale confuso nella confusione”:

titolo condivisibile, quattro parole sono sufficienti per trasmettere una buona sintesi a chi non era presente, un applauso all’autore.

DEFINIZIONE DI SATIRA POVERA: “LA SATIRA POVERA E’ UNA NUOVA SATIRA, SENZA CONTENUTO, IL VUOTO ASSOLUTO. INSULTI GRATUITI AD PERSONAM, SENZA FONDAMENTA. LA “SATIRA POVERA” DEVE ESSERE POVERA IN TUTTO,  ANCHE NELL’ITALIANO.”
INECCEPIBILI LE MOTIVAZIONI DELLA GIURIA PER L’ASSEGNAZIONE DEL PRESTIGIOSO “PREMIO PATACCA”: MAI UNO SCRITTO HA INTERPRETATO COSI’ BENE LA SATIRA POVERA.
IL LAVORO DI RUJU PUO’ ESSERE CONSIDERATO IL “MANIFESTO” DI QUESTO FILONE DI SATIRA E RUJU UN VERO E PROPRIO PRECURSORE.

Noi condividiamo appieno la scelta della giuria, abbiamo letto con attenzione tutto l’articolo e non abbiamo trovato traccia di contenuto.
Siamo gente del popolo e non potendo vantare conoscenze altolocate come Puccini, assiduo frequentatore del salotto Ruju, ci siamo dovuti accontentare di una vecchia amica per aiutarci a vagliare l’effettiva assenza di concetto nello scritto di sua Manzoniana maestà; anche lei ci ha assicurato che leggendo e rileggendo si è sentita più sola di quando nella pubblicità di una famosa acqua minerale cercava altre particelle di sodio.

Veniamo alla pungente e divertente satira che prende di mira il “novizio“, il dr. Marco Lapidari, Consigliere di Minoranza, soprannominato “lo sgrammaticato“, giustamente deriso per avere risparmiato in punteggiatura su suoi appunti personali.
Dr. Lapidari, che non succeda mai più!
Leggi Ruju “il letterato” e impara, non essere ottuso: cerca di elevarti dalla tua condizione di testone della minoranza al rango dei consiglieri di maggioranza.

Di seguito, caro Mark (Ruju è più raffinato di noi, utilizza i francesismi, noi, più rozzi, ci accontentiamo dell’inglese), puoi trovare un piccolo elenco non esaustivo di regole fondamentali della grammatica italiana:


Esempi di Italiano usato nella “Satira Povera”. Ruju insegna.

Ad un lettore poco esperto e disattento, le perle sopra riportate potrebbero sembrare errori che neanche un bambino di prima elementare farebbe, ma così non è!
Insomma, se il dott. Ruju si è preso la briga di mettere alla gogna quell’ignorante (dal verbo ignorare, cioè non conoscere) di Lapidari per aver preso degli appunti personali senza rispettare le regole della punteggiatura (meno male che Lapidari non è uno stenografo, perché se  avessero letto degli appunti stenografati probabilmente lo avrebbero accusato di essere una spia russa), sicuramente avrà avuto cura di essere ineccepibile!
Suvvia, vi immaginate se si fosse permesso di prendere in giro qualcuno per degli errori commettendone a sua volta?

Nella SATIRA POVERA, anche le citazioni possono essere storpiate, si tratta di licenza poetica.
Un ardito esempio giunge dallo scritto dell’avveniristica satira di Ruju, uno storpiamento “ad arte” davvero coraggioso, mai tentato prima.
Ruju sa bene che Benoìt non esiste (in francese sulla i non si mette né l’accento acuto né l’accento grave), sa bene, lui Ruju, che esiste Benoit (senza accento, che è un cognome) ed esiste Benoît (con l’accento circonflesso, che è un nome di persona).
Quello Pucciniano è Benoît (Benedetto): quale raffinatezza (per pochi) nello sfiorare i due che esistono e nell’inventarne uno mai esistito!

Ruju è poi solerte nel sottolineare come quel maleducato del consigliere di minoranza, Ing. Benny (sempre perché a noi piace di più l’inglese) o Bull (da bullo, perché a noi piacciono anche i soprannomi), si sia permesso di offendere il Responsabile dell’Ufficio Tecnico chiamandolo “collega”: quel che si è dimenticato di specificare è che la vittima di tale insulto razziale ha risposto così piccatamente perché incalzato da una serie di domande scomode alle quali non aveva una risposta “istituzionale”; o forse stufo di dover rispondere del proprio operato laddove le lacune che gli vengono attribuite non sono farina del suo sacco.

Insieme alle regole sulla grammatica italiana, poi, grazie all’intervento di Ruju siamo ora a conoscenza dell’esistenza di un regolamento del consiglio comunale, che dà esaustive spiegazioni sul comportamento da tenere, riportando anche dei disegnini esplicativi per i meno dotati, come noi:


Le posizioni che i consiglieri di minoranza possono assumere in Consiglio Comunale. Sono descritte nel Regolamento del Comune.


Queste sono le posizioni auspicate che dovrebbero assumere i Consiglieri di Minoranza. La testa può essere reclinata sia a sinistra, sia a destra. A scelta del Consigliere, in nome della democrazia.

Le posizioni in figura sono fortemente raccomandate anche al pubblico in sala, quello presente senza “invito da parte della Maggioranza” (se proprio non ha di meglio da fare che venire a disturbare il Consiglio), soprattutto allo scopo di poter fingere di non accorgersi dell’elefante nella stanza: la mancata presentazione del Bilancio entro i termini di legge (insomma, la punteggiatura usata da Lapidari ci sembra BEN più IMPORTANTE!).

Chiudiamo qui, senza alla fine aver compreso con esattezza, ma nemmeno pressappoco, quali siano le argomentazioni del sig., dott., prof., ing., arch. e chi più ne ha più ne metta (non vorremmo offendere qualcuno dando appellativi non corretti, allora ne mettiamo un po’, a caso) Ruju, ma felici di apprendere che il nostro Primo Cittadino sia dotato di Santa pazienza: confidiamo che l’iter per la beatificazione sia più rapido di quello per l’approvazione del bilancio.

Al nostro “PREMIO PATACCA” per la SATIRA POVERA regaliamo un cofanetto magico. Quando il coperchio viene sollevato, fuoriesce tanta punteggiatura, tutta a sua disposizione, da usare per sistemare a suo piacimento gli appunti personali dello “sgrammaticato”, da mettere in questo nostro scritto …
Tutta punteggiatura sua, la metta dove meglio crede.

Antonella Calvaruso