Salutiamo i mondiali di calcio con un bel libro

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I Mondiali di calcio sono finiti e pur non essendo stato possibile tifare per la nostra azzurra Italia, è innegabile il fatto che un po’ gli appuntamenti giornalieri con le partite ci mancano…

Persino a me… donna, femmina, tifosa per contratto matrimoniale, per niente interessata alle acrobazie di nessun tipo di pallone.
E’ quasi malinconico ricordare il pubblico festoso e urlante, la musica, i colori, la splendida Russia che ha fatto da cornice a quello che è innegabilmente l’appuntamento sportivo più atteso e seguito in ogni parte del mondo, la stessa sensazione di benessere che trasmettevano quelle immagini di gioco, divertimento, solidarietà, aggregazione (personalmente, mi piaceva molto vedere i tifosi dei diversi paesi seguire le partite da posizioni vicine sugli spalti).

Ecco, siamo tutti un po’ orfani.
Ci vuole qualcosa che ci ricordi le belle partite appena concluse e che sia nello stesso tempo leggero e scorrevole, come vuole il caldo clima estivo delle nostre città.
Vi propongo un romanzo del grande Manuel Vazquez Montalban, spagnolo e giallista, con il suo “Il centravanti è stato assassinato verso sera”.

Siamo a Barcellona, nel periodo dei grandi lavori e delle speculazioni che hanno seguito i giochi olimpici del 1992. La squadra di calcio più ricca del mondo riceve una lettera anonima che minaccia di morte il migliore centravanti inglese, appena acquistato. Per tutelare la sua incolumità, il presidente della squadra si vede costretto ad assumere Pepe Carvalho, detective amante delle donne e della buona cucina.

“… Perché avete usurpato il ruolo degli dei che in altri tempi guidarono la condotta degli uomini, senza arrecare conforti soprannaturali, ma soltanto la terapia dell’irrazionale. Perché il vostro centravanti vi fa gestire vittorie e sconfitte dalla comoda poltrona di cesari minori: il centravanti verrà ucciso all’imbrunire”.

Quando  Carvalho accetta di indagare su questa lettera che preannuncia la morte prossima del centravanti del Barcellona, colpevole di incarnare una specie di eroe per un’umanità che ormai non crede più a nulla se non ai grandi personaggi di spicco, non sa che sta per iniziare un viaggio che lo porterà dagli spogliatoi della squadra più ricca del mondo ai bassifondi popolati da spacciatori, prostitute e vecchie glorie del calcio ormai in declino, per scoprire che il marcio spesso indossa camicie di seta e cravatte.
Il solito, disincantato Carvalho, con il suo fondo di amarezza che rende le sue avventure ben più di racconti polizieschi: questa volta testimone della scomparsa di un mondo, la vecchia Barcellona con le sue prostitute e i suoi manigoldi vecchia maniera, messa in vendita dai nuovi criminali in colletto bianco ma senza codici d’onore.
Romantico, decadente, suggestivo, nostalgico… come i colori splendenti delle partite di calcio appena concluse che hanno lasciato di nuovo il posto a repliche di vecchi telefilm.

Laura Clerici